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Manuale di applicazione pratica del modello

           
Questa pagina serve come guida per compilare il modello per l’identificazione, la documentazione, la valutazione e la certificazione dei risultati d’apprendimento relativi all’apprendimento basato sul lavoro in conformità con il framework ECVET. Puoi scaricare il modello (tabella excel) facendo clic sul pulsante blu in basso. Durante la compilazione del modello è possibile seguire le istruzioni nella pagina oppure scaricare il manuale cliccando sul pulsante arancione. Puoi anche guardare un video che fornisce un altro esempio pratico e spiegazione su come utilizzare il modello.

Modello in italiano

Introduzione

Questo manuale vuole essere una guida per l’identificazione, la documentazione, la valutazione e la certificazione dei risultati di apprendimento relativi a un percorso di apprendimento di uno studente in un contesto lavorativo (work based), seguendo i principi di qualità forniti dal frame work ECVET (Sistema Europeo di Crediti per l’Istruzione e la Formazione Professionale).

Il manuale è stato concepito per essere utilizzato congiuntamente da insegnanti e responsabili aziendali; tuttavia è stato sviluppato seguendo un approccio più adatto alle esigenze e al linguaggio delle aziende, al fine di promuovere la loro partecipazione e coinvolgimento nei processi di apprendimento degli studenti sul lavoro. Sono stati presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • L’aspetto “commerciale” del manuale (velocità e semplicità di lettura al fine di renderlo gradevole per l’utente);
  • La sua facilità di utilizzo;
  • Il quadro tecnico ECVET.
  • Seguendo le fasi proposte dal framework ECVET, il manuale è stato progettato con la seguente struttura.

Nota all’edizione italiana: Il seguente Manuale è frutto di un lavoro iniziato nel novembre 2018 e concluso nel dicembre 2020. La legge di Bilancio 2019 ha disposto la ridenominazione dei percorsi di Alternanza scuola lavoro, di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, in “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento” (denominati PCTO).

Fase di identificazione. In alcuni Paesi o regioni (come i Paesi Baschi) ci sono già documenti ufficiali forniti dalle autorità educative, concepiti seguendo i principi ECVET, che devono essere seguiti per le fasi di identificazione e documentazione.

Tuttavia durante il progetto abbiamo rilevato che ci sono degli spazi per un miglioramento; per esempio nella definizione dei risultati di apprendimento, dove solitamente sono le scuole ad avere un ruolo predominante, si potrebbe creare un processo maggiormente condiviso tra aziende e scuole. Sebbene nella teoria tale condivisione risulti essere già realizzata, la realtà ha evidenziato come nella maggior parte dei casi sia la scuola a definire i risultati di apprendimento, condividendoli poi in un secondo momento con l’azienda.

La nostra intenzione è quella di fornire uno strumento che possa essere utilizzato simultaneamente da azienda e scuola, dove entrambe le parti possono esprimere, comparare e mettere insieme le proprie necessità, indentificando i compiti che devono essere realizzati dallo studente. Il tutto dovrebbe essere fatto utilizzando un linguaggio calibrato sulla base delle esigenze aziendali.

Fase di documentazione. Sulla base dei documenti internazionali e della ricerca preliminare fatta in questo progetto, la fase di documentazione sembra essere una delle più sfidanti nel processo di validazione degli apprendimenti. C’è troppo distanza tra scuola e azienda in termini di documentazione delle evidenze, dei criteri e dei metodi. E in linea generale ambo le parti (scuola ed azienda) lamentano problemi relativi al tempo, al linguaggio e alle modalità di cooperazione. Come risultato, molto spesso la fase di documentazione è appannaggio della scuola, mentre il ruolo dell’azienda è limitato all’approvazione. Per questa ragione, seguendo il processo della fase di identificazione menzionato sopra, proponiamo un approccio più “company-oriented” con relativi strumenti pratici, dove l’azienda può svolgere un ruolo attivo in questa fase, partendo dalle proprie necessità e dal proprio linguaggio. Tecnicamente, significa parlare di compiti reali da svolgere e risultati concreti da produrre; in questo modo il coinvolgimento e il contributo dell’azienda alla fase di documentazione può essere molto più efficace.

Fase di valutazione. Si tratta della valutazione dei risultati (raggiunti/non raggiunti) e dei compiti (già definiti nella fase di identificazione) relativi alla produzione di ogni prodotto/servizio (secondo una scala). Inoltre vengono valutate le competenze personali (definite anche nella fase di identificazione, relative ai compiti).

Fase di certificazione. La certificazione di un periodo di apprendimento sul lavoro dipende dalla regolamentazione di ogni Paese. Tuttavia esistono alcuni strumenti europei (Europass, Europass skills passport) che possono essere usati per mostrare i risultati di apprendimento acquisiti da uno studente durante il suo periodo di apprendimento sul lavoro.

Fase di identificazione

L’applicazione del framework ECVET risulta essere molto disomogenea tra i Paesi europei anche a causa dei differenti livelli di implementazione dei processi di apprendimento basati sul lavoro.

In generale, i Paesi che negli ultimi anni hanno investito molto sul work-based learning (come Portogallo e Spagna) hanno adottato il framework ECVET nell’applicazione delle differenti fasi (identificazione, documentazione, valutazione, certificazione).

Con riferimento ai Paesi coinvolti nel Progetto PEOPLE IN WBL, possiamo notare tre differenti situazioni: la Spagna con un alto livello di implementazione; l’Italia con un livello medio di implementazione e proiettata verso un livello più alto; la Slovenia dove praticamente nessuno degli aspetti ECVET viene applicato nel work based learning.

Nel caso di Italia e Spagna è possibile anche apprezzare alcune differenze tra le regioni. Ad esempio nei Paesi Baschi il work based learning ha un’importanza maggiore rispetto alle altre regioni spagnole (In Spagna circa 20.356 studenti sono coinvolti nei programmi dual VET; 2.400 di questi provengono dai Paesi Baschi, la regione con il più alto numero di studenti nel Sistema dual VET). Per la fase di identificazione ci sono già documenti disponibili, forniti dalle autorità educative, obbligatori per predisporre un processo work based learning.

I documenti seguono le raccomandazioni ECVET per definire un Learning Agreement ed includono i seguenti aspetti:

  • Dati della scuola, dell’insegnante tutor dello studente, dello studente, dell’azienda e del tutor aziendale;
  • I risultati di apprendimento dell’intero programma formativo, specificando quali saranno acquisiti a scuola e quali in azienda;
  • I criteri di valutazione da applicare ad ogni risultato di apprendimento;
  • Il processo che il tutor scolastico e il tutor aziendale utilizzeranno per il follow up e il monitoraggio dei progressi dello studente;
  • Le ore di lavoro e il calendario dello studente in azienda.

Nonostante i documenti racchiudano tutte le informazioni necessarie, durante le interviste a tutor scolastici e tutor aziendali e durante il confronto tra partners nelle prime fasi del progetto, è emerso che tali documenti risultano essere troppo “school-oriented”; i contenuti risultano presi direttamente dai curricula ufficiali della scuola e le aziende non solo non li padroneggiano, ma molto spesso non sembrano mostrare nessun interesse. Al contrario le aziende vorrebbero avere la possibilità di esprimere i propri bisogni in termini di task/compiti per lo studente, attività da far realizzare e responsabilità da assegnare allo studente.

Al fine di semplificare tutto ciò, il nostro modello è stato pensato per essere compilato congiuntamente dal tutor aziendale e dal tutor scolastico. La sezione in giallo deve essere compilata dal tutor aziendale, la sezione blu dal tutor scolastico.

Durante la fase di identificazione, l’azienda dovrebbe iniziare a compilare il modello inserendo le informazioni riguardanti i suoi bisogni e la particolare posizione lavorativa che lo studente deve ricoprire. Nello specifico, le sezioni sono le seguenti:

  • Compiti della posizione lavorativa;
  • Importanza del compito da 1 a 10;
  • Competenze richieste.

Una volta che queste informazioni sono state fornite dall’azienda, il tutor scolastico sarà in grado di completare la seguente sezione in blu:

  • Risultati di apprendimento coperti nel curriculo ufficiale. Sulla base delle informazioni fornite dall’azienda, l’insegnante sarà in grado di identificare quali risultati di apprendimento possono essere raggiunti.

Fase di documentazione

La fase di documentazione è strettamente legata alla fase di identificazione ed è focalizzata sulle evidenze dei risultati di apprendimento da raggiungere (secondo le Linee Guida Europee per la convalida dell’apprendimento non formale ed informale – Cedefop 2018 – “in alcuni Paesi identificazione e documentazione sono raggruppate insieme”). Le evidenze possono essere di diverso tipo: l’unica cosa importante è che forniscano una prova sufficiente che i risultati di apprendimento attesi siano stati effettivamente acquisiti. Secondo la letteratura europea di settore, format comuni e una migliore conoscenza dell’approccio basato sui risultati di apprendimento hanno migliorato la realizzazione di questa fase negli ultimi anni. Tuttavia esistono ancora troppe differenze tra Paesi e tra organizzazioni differenti all’interno degli stessi Paesi. Inoltre, il processo appare ancora troppo “school-oriented”. Nella maggior parte dei casi il principale attore è solo la scuola che prende l’iniziativa; identifica le evidenze con relativi criteri e metodi; stabilisce i tempi; conduce l’intero processo sia con l’azienda che con lo studente.

Un’ulteriore conferma di tutto ciò è arrivata anche da uno studio preliminare sulla validazione dei risultati di apprendimento nei contesti work based realizzato nel nostro progetto PEOPLE IN WBL. Le nostre interviste, indirizzate a tutor scolastici e tutor aziendali dei Paesi coinvolti (Italia, Spagna, Slovenia), hanno sottolineato come la fase di documentazione risulti essere un problema in termini di tempo richiesto, mancanza di coordinazione e cooperazione tra scuola e azienda, mancanza di un linguaggio comune. Andando nel dettaglio, i tutor sono d’accordo nel riconoscere la mancanza di cooperazione nell’identificazione dei criteri come la sfida più difficile. Molte aziende recepiscono semplicemente i criteri dalla scuola senza avere un ruolo attivo nella loro definizione. Come risultato, la fase di documentazione risulta troppo “school-oriented”. Le conseguenze sono diverse: da un lato la scuola si lamenta per l’eccessivo carico di lavoro; dall’altro l’azienda lamenta una mancata comprensione del processo e non si sente coinvolta.

Muovendo da queste criticità, proponiamo un modello più “company-oriented”, in cui le aziende hanno la possibilità di essere più coinvolte e di sentirsi più attivamente impegnate nel prendere parte al processo. Per fare questo, un ruolo centrale negli strumenti proposti viene giocato dalla definizione dei compiti e degli output. (prodotto o servizio). L’obiettivo è quello di introdurre un approccio e un linguaggio quanto più vicini possibili ai bisogni e agli interessi delle aziende.  Le aziende vogliono parlare di compiti da svolgere e output da realizzare. Partendo semplicemente da questi due concetti pratici e concreti, le aziende diventano disponibili per essere efficacemente coinvolte nella fase di documentazione.  

Nel nostro modello, questa fase richiede che l’azienda compili la sezione in giallo “output”. L’azienda scriverà qui il risultato del compito svolto dallo studente. Il risultato può essere di qualsiasi natura (un documento, un prototipo, un progetto, la risposta ad un cliente, ecc.) ma in ogni caso deve essere qualcosa di tangibile, misurabile e valutabile. L’insegnante compilerà la sezione “output” di colore blu, concepita secondo un punto di vista formativo. In questo caso l’output può afferire a più di un compito e può essere un diario delle attività giornaliere fatto dallo studente, un report auto-riflessivo sul processo di apprendimento o qualsiasi altro risultato utile all’insegnante per controllare che i risultati di apprendimento e le competenze collegate siano stati raggiunti.

In questo modo il processo di apprendimento è documentato e si può procedere al prossimo step.

Fase di valutazione

Ci sono diverse questioni fondamentali e sovrapposte nella valutazione di un’esperienza work based learning. Possiamo iniziare affermando quella che può essere considerata una semplificazione, cioè che “la valutazione dovrebbe essere vista come un processo piuttosto che come un evento”.

Il processo di reporting dei risultati dei singoli studenti nelle esperienze in ambito lavorativo implica prendere decisioni su:

  • Cosa bisogna valutare?
  • Come valutare?
  • Da chi deve essere fatta la valutazione?
  • Come devono essere raccolte e riportate le informazioni rilevanti.

La valutazione presenta difficoltà perché c’è poco controllo sull’ambiente di apprendimento nel senso tradizionale del termine; gli studenti svolgono attività diverse e quindi imparano cose diverse; scuole e aziende valutano diversi aspetti dell’esperienza di apprendimento. Le aziende di solito cercano competenze legate al lavoro mentre le scuole esaminano il processo di apprendimento stesso e alla fine lo studente deve fare una riflessione sul proprio apprendimento.

Pertanto, la nostra sfida è stata quella di definire uno strumento di valutazione adatto a tutti gli attori dell’apprendimento work based.

Nel nostro modello proponiamo 3 campi che devono essere compilati dall’insegnante e 3 campi che devono essere compilati dall’azienda. Corrispondono alla valutazione degli output descritti in precedenza da ognuno di loro durante la fase di documentazione. I campi gialli, corrispondenti all’azienda sono:

  • Quali aspetti dell’output verranno valutati? Cosa viene preso in considerazione per giudicare l’output? (completezza, soddisfazione del cliente, tempistica …)
  • Quale livello raggiunge ciascuno degli indicatori?
  • Per completare con successo il compito e realizzare l’output, cosa deve essere in grado di fare lo studente?

I campi blu, corrispondenti alla valutazione che deve essere fatta dal docente, hanno le stesse intestazioni (indicatori, livello e descrittore) ma le informazioni qui fornite saranno ovviamente riferite agli output definiti dalla scuola in fase di documentazione.

Fase di certificazione

Il riconoscimento di un periodo di apprendimento in un contesto lavorativo dipende dalle normative di ogni paese. Ricevere un riconoscimento formale per i risultati di apprendimento acquisiti durante un’esperienza di lavoro significa che lo studente non dovrà ripetere o recuperare elementi di apprendimento persi a scuola.

Seguendo i principi ECVET, un apprendimento ben documentato mette gli studenti in una posizione migliore per presentare le competenze acquisite alle aziende, da qui l’importanza della certificazione.

Sebbene in ogni Paese ci possano essere modi e documenti diversi per certificare il completamento con successo di un processo di apprendimento, esistono strumenti europei che possono essere utilizzati, in maniera complementare o indipendente, per mostrare i risultati di apprendimento acquisiti da uno studente durante un periodo di apprendimento in un contesto lavorativo.

Questi strumenti possono essere trovati nella sezione Europass del sito web del Cedefop, https://europass.cedefop.europa.eu/ e includono:

  • Il CV Europass, per presentare le competenze di uno studente in modo chiaro ed efficace.
  • Il Passaporto europeo delle competenze, per rafforzare il CV e fornire un quadro più completo delle competenze e delle qualifiche.
  • Il Passaporto linguistico, uno strumento di autovalutazione delle competenze linguistiche.
  • L’Europass Mobility, un documento per registrare le competenze acquisite durante un periodo di apprendimento all’estero.
  • Il Supplemento al Certificato, un documento che descrive le conoscenze e le competenze acquisite dai possessori dei Certificati d’Istruzione e Formazione Professionale.
  • Il Supplemento al Diploma, descrive le conoscenze e le competenze acquisite dai possessori dei titoli d’Istruzione Superiore.